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1.Inetti al n.1

Il segreto che c’è in te, ha distorto tutto il resto

Puoi svelarlo solo tu, se ti sembra necessario, ora

Il nemico che è con te ha portato via i suoi panni

Non voleva fossi tu, può soltanto peggiorare ora

Tu sei di più di quel che hai, il grido è “Inetti al number one!”


Plastergaze 

Quando vedi riaccadere qualcosa in cui non credevi più, neanche tu

Quando qualcosa di impossibile, che sembrerebbe fatto per te, poi non lo è

E’ capitato a me, vederti sciogliere, come una gola in fiamme in attesa dell’acqua.

Quando vedi riaccadere qualcosa in cui non credevi più, neanche tu

Non è il caso di tornare a dettagli proprio trascurabili

Prendimi come sono, contaci, cambierò / salterò

 

In faccia al mondo

Ti direi di non essere come me, di non crescere come me, ma tanto è inutile

Perciò usami come un alibi, di’ che tuo padre era un fallito e che aveva già rinunciato alla tua età

a spingere qualcosa che pesasse più di lui

Figlio prendi questo alibi, sbattilo in faccia al mondo

e fa che non ti chiedano cosa facevi lì attorno quel giorno

Lo farei se cambiasse qualche cosa, se non fosse tutta intrisa la storia di errori miei

Ma la tua natura è portentosa e sono sicuro che tu risplenderai

Figlio prendi questo alibi, sbattilo in faccia al mondo

E fa che non ti credano quando dicevi che va tutto a posto.

 

Crociera

Mi ero preso del tempo ma più di un tot non resisto così

Ti vedevo attraverso, credevo di essere te

E ora dove mi metto? A che cosa appartengo, non so

Ci seppelliamo a vicenda, credevi di essere me

Mi ero preso del tempo ma più di un tot non resisto così

Mi vedevi attraverso, credevi di essere me

E di potermi capire solo dopo due ore, lo so

Preferirei affogare ma non lasciatemi qui

E ora dove mi metto? A che cosa appartengo, non so

Ci seppelliamo a vicenda Credevo di essere te

 

Scranio (come se tutto fosse già finito)  

Ritrosìe e  ritrovamenti, non so dare un nome ai sentimenti

Il dolore e il caso invitati a tutti i tuoi compleanni e le scarpe che ti han regalato ma di quattro misure più grandi

“non mi fa salvare più“

non mi fa salvare il bucato dalle nuvole nere giganti e le stanze che hai sempre abitato ora sembrano più deprimenti

“Non mi fa parlare più, hai iniziato prima tu, non mi fa salvare più, è troppo tardi”

Hanno chiuso un attimo gli occhi e non hanno visto l’eclissi

Chi ti spinge e poi ti vende a peso guarda caso sono sempre gli stessi

Non mi fa salvare più E’ troppo tardi

 

Sopravvivere

Una volta ho visto un uomo sorridere, era tutto pesto. Amava sopravvivere

Non pagava tasse, non viveva nascosto, non riempiva moduli. Era un avamposto

Quella volta che ho visto un uomo sorridere era buio pesto: non mi fraintendere.

 

 

Un litigio

E da tempo ormai che è tutto vuoto qui. Un cartello impolverato ‘affittasi’

I comandi nel tuo cervello per dire no all’ennesimo potenziale affittuario

Ti guardo e inizio a piangere, non so chi sei non so perché dovrei volerti bene

Noi siamo giunti al termine, non c’è di fronte a me un motivo per resistere

Sto cercando persone nuove socievoli che non abbiano idea di cosa io faccia qui

Per passare momenti lunghi e piacevoli nel vuoto…

E’ morto, è vecchio, è meglio così…

Con un altro po’ di pazienza ci saremmo rialzati su

Serviva un po di pazienza. Meritavamo di più

 

Orizzonte 

“Che cosa sei” diceva, e stava lì, guardava solo me

Ritornerei Mia vecchia provincia violata Ma sai com è, a condizioni mie

Sei ancora qui, la decadenza ti sembra normale e poi se viene l’amerai

Succede che, che cosa sia l’orizzonte non lo saprai finché non sarai là

Tu non puoi fermarti adesso per poi farti rimpiangere

Tu non sai che nel mio cervello c’è un foro lasciato per te

Sei giovane, non diventare violenta Cosa darei per non pensarti più

Così giovane, davvero troppo lontana Impossibile, a volte è solo meglio

 

Sostanze

Se esistesse una sola strada drittissima fra me e te

non incasinerei tutto almeno o forse non lo saprei

Se esistesse una sola fissa che un umano può sbattere

me ne tirerei fuori per un po’ ma poi ricomincerei

E non mi dispiace neanche un po’

Crollano tutti intorno e vedo una luce blu / le alternative al giorno non le sai neanche tu

vogliono tutti parlare senza le lettere / non sanno neanche dire quale sia il meglio per sè

non sanno il meglio qual è

 

Una razza minore

Vieni con me dove non ci sono parole

Di essere compreso ho un forte timore

Siamo la chicca del regno animale

Ma siamo disposti a lasciarci mangiare

Vieni con me dove non ci sono parole

Una razza minore

 

Ande

Sotto il sale solo cenere Passi la tua vita in chat

Senti freddo e sei convinta che Nulla mai ti cambierà

Io e te testimoni di una bellezza infinita

Si allontana ancora un po’ la nostra meta

Ti consoli fra le braccia di un’amica: il niente

Senza branchie mi è impossibile Cerco loro e trovo me

In castigo riesco a scrivere Niente da difendere

Io e te testimoni di una bellezza infinita

Nello spazio che è concesso alla nostra vita

Si rimargina col tempo ogni ferita grazie a te